Lo storico latino Livio
già all’epoca dell’Imperatore romano Augusto
nelle sue "Storie" (opera scritta all’incirca nel
27- 25 a.C.), riferisce che i Galli calarono in Italia attratti
proprio dal vino di quelle colline. Arrunte, un etrusco di Chiusi,
in collera con il suo Locumone, allo scopo di persuadere i Galli
a varcare le Alpi e scendere in questa zona, fece loro assaggiare
il vino di Montepulciano, riuscendo così a convincerli ed
ottenerne i favori .
In seguito alla fama diffusa del vino delle colline di Montepulciano,
Guglielmo III re d'Inghilterra, di
Scozia e d'Irlanda nel 1669 invio una delegazione inglese nel Granducato
di Toscana per procurare alla corte inglese il Moscadello di Montalcino
ed il Vino Nobile di Montepulciano.
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Il Cottabo
è un antico gioco etrusco, assai
in auge a quei tempi che veniva praticato durante
i banchetti. Al centro della stanza fatta a forma circolare per mettere
tutti i commensali ad egual distanza, veniva posto il Kottabos,
un asta metallica di circa 180 cm con base propia.
A metà dell'asta c'era un piattello per bilanciarne il peso
ed in cima c'era un piccolo basamento che aveva il compito di sostenere
un piattello metallico. Il piattello metallico doveva essere colpito
col vino lanciato tramite il kylix (la
tipica coppa da vino in ceramica dei banchetti Etruschi).
Le gocce, o meglio, lo schizzo di vino doveva far sbilanciare il piattello
e farlo cadere raggiungendo così lo scopo del gioco.
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